18.11.11

Can I help you?

Quante volte ognuna di noi si è sentita porre questa domanda?
Sembra una banalità ma il modo in cui viene posta può cambiare l'atmosfera di un acquisto. 
Sono troppo esigente? Forse, credo però che ci voglia un bel modo. 
Né un tono leggermente accusatorio, per la serie "se sei qui solo per guardare puoi anche pedalare", né un tono lecchino per la serie "oh come sei bella, ti sta bene tutto". 
La commessa che segue a mò di uccello del malaugurio ogni nostro passo generalmente mi trasmette una tale pressione e stress che me ne vado; stesso effetto quella che quando mi provo qualcosa sospira o applaude come se fossi Wanda Osiris aperto il sipario (giuro succede anche questo). 
Poi c'è il peggio del peggio quando la domanda non viene proprio posta e tu sei lì vagante per il negozio con gli occhi che chiedono aiuto, dispersa perché magari vuoi sapere se esiste la taglia in più o in meno o la totale frustrazione dovuta al sapere cosa vuoi ma non poter prenderlo perché in esposizione c'è solo il campione e quindi sei in balia del destino o peggio della carampana di fronte a te che chiede le componenti di ogni cosmetico presente nel negozio e monopolizza l'unica commessa che sembrava disponibile.
Mi è capitato giusto la settimana scorsa in una nota catena di negozi di cosmetica  (non facciamo nomi ma do un aiutino: inizia con la S). Volevo solo ricomprare l'unica terra che da alla mia pelle bianco latte-mozzarella-fantasma un effetto abbronzato senza farmi sembrare Cochise o la Santanchè, e un nuovo pennello per stenderla (perché ok si devono lavare ecc. ecc. ma dopo un po' rimangono spennacchiati ed è meglio comprarne uno nuovo). La terra che uso ha un buon profumino di cioccolato oltre a creare un bell'effetto è anche un piacere metterla. Niente, mi hanno privato di questo piacere oltre a condannarmi alla mia pelle di luna. 



Ma mi direte: cosa c'è di tragico in tutto questo? Beh, che dopo ben 25 minuti d'attesa anche solo di un cenno che volesse dire "arrivo" quando ho deciso di andarmene mi sono sentita dire alle spalle "Brava vai tanto a me lo stipendio me lo danno lo stesso!" O.o Allora.. Se lo stipendio te lo danno lo stesso buon per te, peccato non poter fare la scena di Pretty Woman, però cara la mia commessa se sei stronza e indisponente il tuo stipendio durerà poco. Ho fatto diversi lavori stagionali-occasionali-part-time tra cui la commessa in un negozio di abbigliamento e in un negozio di scarpe. Quando la cliente non riusciva a infilarsi la scarpa e dovevo aiutarla, magari erano le 19 meno 3, la signora in questione (SIQ) aveva camminato tutto il giorno con il piede sudaticcio e puzzolente non la mandavo a stendere, al massimo le porgevo un calzascarpe. Quando una donna Botero voleva una minigonna giropassera di paillettes non le dicevo brava così sembri una passeggiatrice e le paillettes diventano paillards (cit. mitica Luciana Littizzetto) o "wow, ti fascia proprio bene" (te credo che fascia) magari proponevo qualcosa di alternativo un po' più adattato alla persona, al suo corpo e alle sue forme. Tra lavorare bene e lavorare male assicuro che è meglio la prima opzione, il tempo passa più in fretta, se sono soddisfatti gli altri sei soddisfatto anche tu e l'energia positiva è contagiosa. Sono un' arrabbiata di natura ma anche io ammetto che così è eccessivo. Ok, la giornata NO capita a tutti ma se tutti i giorni sono giornate NO fatevi curare oppure non fate le commesse; ci sono tanti lavori non al contatto con il pubblico. Voilà. Andate in pace. Buon Week End, io ritenterò l'acquisto della mia terra. 




8 commenti:

  1. In effetti, hai ragione!
    http://guendastoptoptips.blogspot.com/

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  2. AHahahahah grande!! Ho una lista di commesse da mandare a quel paese lunga quanto il Po! Dio se hai ragione!

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  3. Io quello che odio é soprattutto quando ti dicono "come ti sta bene" una roba che ti fa sembrare uno spaventapasseri. Una volta mi sono provata un vestito orrendo che mi fasciava come una salsiccia e la commessa: "ma ti sta benissimo!" eh no, bella. Non ci casco. Fosse un telefono, un elettrodomestico, ok, forse mi fregheresti. Ma un vestito non me lo vendi con questi trucchetti.

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  4. Sono d'accordo! Purtroppo capita (abbastanza spesso) di ritrovarsi nelle situazioni che hai citato, per fortuna altre volte ci sono anche commesse carine che sanno fare il loro lavoro! La menzogna a scopo di venderti una cosa la posso anche accettare...tanto lo vedo da me se una cosa mi sta male XD ma la maleducazione proprio no!
    Spero la prossima volta avrai più fortuna e che riuscirai a prendere la terra che sembra decisamente valida, non l'ho mai provata quella, la prossima volta che passo in profumeria penso le darò un'occhiata ;) buona giornata!!

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  5. ahahah ti capisco...! Lavoro anch'io a contatto diretto coi clienti e ti nn è una passeggiata(soprattutto quando hanno i loro momenti di "io avere soldi tu schiavo servimi" )ma non mi sognerei mai di trattarli male così come ha fatto la tua cara commessa di S. ! Poi sì, mi arrabbio, divento rossa come un peperone nel trattenere il nervoso e per mezz'ora fisso i miei piedi fin quando non mi passa ma non mi abbasserei mai alla loro maleducazione né perchè non sono fatta così di mio né perchè il rispetto non si nega a nessuno!!
    Però davvero, le commesse che diventano la tua ombra appena varchi la soglia del negozio ti fanno passare la voglia di far tutto :)

    ribadisco il mio piacere nel leggere ciò che scrivi!
    buona serata
    serena

    theweirdwayfor.blogspot.com

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  6. molto carino il tuo blog ...seguimi anche tu =)

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  7. eccomi qui, rispondo all'invito:) io t seguo , puoi gia' vedemri tra i tuoi followers... e tu? mi segui?

    :*

    WWW.CELYNEGLAM.BLOGSPOT.COM

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  8. Bel post e come ti capisco,io non vado più in molti negozi per via del personale!E poi sono stata al pubblico per 12 anni e scelto personalmente tantissime commesse e moooolte non hanno superato nemmeno il primo giorno,già a dire che erano stanche e non conoscevano cosa voleva dire sorridere!!!!Scusa lo sfogo Kiss

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