10.11.12

Freedom not Genius


Damien Hirst.
Artista visionario contemporaneo.
Nato nel 1965 a Bristol, inizia a dominare la scena artistica britannica negli anni novanta; ad oggi è l'artista vivente più quotato.

Da oggi, 10 novembre 2012, al 10 marzo 2013 Torino ospiterà alla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli le opere della collezione "Murderme" dell'artista. Per scoprire l'evoluzione di Hirst sia come collezionista che come artista. La mostra intitolata "Fredoom not Genius" esporrà 50 opere di artisti di diverse epoche.
Ispirato spesso da artisti famosi del passato e contemporanei Hirst è definito da alcuni un copiatore.
Alcune testimonianze effettivamente avvalorano questa tesi.
L'artista però non ha mai negato l'appropriazione di alcune idee e, a mio giudizio, l'abilità e il talento non si esprimono solo attraverso opere indubbiamente significative ma anche nel saper creare intorno alle idee un pubblico curioso e interessato.


Il tema centrale delle opere, e della collezione personale, di Damien Hirst è la morte .
Studiata, rivisitata e abbellita.

L'opera manifesto della sua filosofia è The Physical Impossibility Of Death In the Mind Of Someone Living, uno squalo tigre di oltre 4 metri messo in formaldeide. 



Un'esempio altrettanto significativo è il teschio umano realizzato con platino e diamanti For the love of God



Colpire visivamente il pubblico è lo scopo primario.
Attraverso immagini memorabili e d'impatto l'artista crea una brutale visione della vita con costante presenza della morte.
Con la sua originalità riesce a stabilire un' immediata comunicazione con lo spettatore che si trova come incantato davanti all'opera che pone con mezzo visivo domande, quotidiane e non, sull'esistenza. In questo modo lo spettatore non potrà sottrarsi dal rispondervi. Ed ecco raggiunto il fine dell'artista.

Lullaby - The Seanson esprime perfettamente il processo a cui ci vuole portare l'autore.
Quattro grandi scaffalature, ognuna composta a fine di una delle stagioni, contenenti farmaci da cui tendiamo essere dipendenti. L'idea del farmaco, sostanza che immettiamo nel nostro corpo con consapevolezza di effetto benefico ma anche di effetto tossico o collaterale, una sorta di piccola roulette russa per ogni compressa o capsula ingerita.


Una visione sicuramente non ottimista dell'esistenza ma di certo che porta a riflessione e consapevolezza.

Nessun commento:

Posta un commento