11.6.14

300.000 km/s nel vuoto

Al giorno d'oggi tutto scorre alla velocità della luce, 300.000 km al secondo (nel vuoto) e tutto è impalpabile come le particelle che illuminano le nostre giornate.
Le lettere sono state sostituite dalle email.
Le foto su pellicola dalla digitale o dalla fotocamera dello smartphone.
Le cartoline dalle foto taggate su Facebook.
I libri non si sfogliano più, scorrono sui kindle e tablet.


Non c'è più il piacere di toccare con mano queste cose e dell'attesa che queste si materializzino?
"L'attesa straccia i maroni come una distruggi documenti."
Mi autocito, non per presunzione, per ammettere quanto anche io detesti aspettare.
Però, soprattutto in certi casi, il tutto e subito non funziona.
Intendiamoci, "sta scrivendo..." su whatsapp mi irrita di più di una colluttazione accidentale con un cespuglio di ortica ma non siamo solo troppo esigenti, forse abbiamo anche un po' troppa fretta.

L'emozione di aprire una lettera tanto aspettata, goderne così di ogni singola parola e magari rileggerla e rileggerla fino a sgualcirla, fino a che, a forza di piegarla e spiegarla, la carta non si consuma.
La splendida sensazione di sfogliare una a una le foto delle vacanze, scoprire una smorfia fatta al momento sbagliato che in fondo non rovina la foto, la rende divertente; o contemplare un paesaggio, un tramonto, che come una finestra nel tempo ci riporta a quel momento.
La cartolina inaspettata di un amico che vuole condividere e farci vivere un pezzo della sua avventura.
Correre a casa di fretta per proseguire il libro che stiamo leggendo o tirar tardi la sera perché dobbiamo assolutamente finirlo e poi magari risfogliarlo per sottolineare o fare un'orecchia (sì, faccio le orecchie ai libri) i passaggi più significativi per poi rifletterci su.

leggere è pensare

Tutte cose che finiscono in librerie, album, cassetti, buste ma che, di tanto in tanto, saltano fuori e fanno rivivere quel sentimento.

Sono estremamente social, forse a volte anche troppo, ma certe cose spesso mi mancano.
Non si può avere entrambe le cose?
Per me sì.
Le cartoline continuo a mandarle e se impazzisco per trovare il francobollo, non demordo, le consegno a mano.
Quando c'è da scrivere qualcosa di davvero importante, quando voglio che le mie parole si materializzino, scrivo una lettera. Una lettera di poche righe o qualcosa di epico ma voglio che il foglio si faccia ambasciatore di ciò che penso e ciò che provo. Voglio che la carta possa far toccare con mano al destinatario i miei pensieri.
Per questo da qualche tempo ho iniziato a stampare ciò che scrivo, per poter sfogliare e risfogliare le mie riflessioni, le mie opinioni non richieste, i miei deliri.
I libri continuo a comprarli, leggerli, rileggerli, sottolinearli e fargli le orecchie.
Non mi resta che comprare una macchina fotografica con pellicola per completare il quadro.

Nessuno di noi ha più tempo e si lascia affascinare dalla velocità dell'impalpabile, ma a volte non si può far altro che aspettare, sia mai che quest'attesa porti a qualcosa di concreto...
in fondo tutto ha un tempo nella vita.

Meno whatsapp ed email, più incontri, sguardi, baci ed abbracci silenziosi.

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